Colline in Musica 2026 : RADICI
Festival di Musica da Camera

Colline in musica

La sesta edizione del Festival Colline in Musica si sviluppa attorno a un tema essenziale e profondamente evocativo: radici. Radici come memoria culturale, come appartenenza a un territorio, continuità della tradizione musicale nei secoli. Ma anche radici in quanto origine creativa, forza generativa che alimenta il presente e apre al futuro.

L’inaugurazione, il 2 giugno presso il Castello di Guarene (nel giorno della Festa della Repubblica), vedrà protagonisti l’Orchestra da Camera “Michelangelo Abbado” e il violoncellista Francesco Dillon. Il programma del concerto d’apertura riflette pienamente il tema: sono le radici del Novecento italiano con le Invenzioni di Giorgio Federico Ghedini, una commissione inedita al giovane compositore e violinista torinese Gioele Pierro, quindi il Divertimento per archi di Béla Bartók, dove la tradizione popolare diventa linguaggio moderno.

Il Festival si articola poi in un percorso che intreccia radici geografiche e stilistiche differenti: l’incontro con l’Ensemble di Chengdu presso l’Archivio di Stato di Torino, dove la tradizione musicale cinese dialoga con la tradizione piemontese e con la scrittura contemporanea di Matteo Franceschini; la musica antica, nella proposta dall’Ensemble Armoniosa; il grande repertorio romantico di Johannes Brahms e Ernesto Chausson; le fondamenta classiche di Joseph Haydn e Franz Schubert.

Il legame del Festival (e del tema di quest’anno) con il territorio è centrale. Dimore storiche come il Castello di Grinzane Cavour, la Reggia di Venaria e il Castello di Guarene, insieme alla suggestiva chiesa medievale, romanica, di San Secondo, diventano spazi di ascolto e di memoria, luoghi in cui le radici architettoniche e storiche dialogano con quelle musicali.

“Radici” significa anche trasmissione. Il workshop delle scorse edizioni, Quartet and Chamber Music Forum, ritorna in una forma rinnovata: non più soltanto lezioni, ma una vera e propria collaborazione artistica. I giovani musicisti selezionati lavoreranno fianco a fianco con gli artisti affermati ospiti del Festival, condividendo prove e palcoscenico. Il momento di formazione si trasformerà così in un’esperienza viva di performance. I giovani continueranno a partecipare senza alcun costo di iscrizione, perché sostenere il talento significa rafforzare le radici stesse della musica.

Accanto alla dimensione culturale, il Festival assume anche una responsabilità ambientale. L’edizione 2026 rafforza il proprio impegno per la decarbonizzazione grazie al sostegno di Alba Mobility, che mette a disposizione veicoli elettrici per gli spostamenti degli artisti. Anche la strategia di comunicazione è orientata alla sostenibilità: riduzione drastica della stampa cartacea, utilizzo prevalente di strumenti digitali e ottimizzazione dei consumi energetici. Le radici, infatti, sono anche quelle della terra che abitiamo: custodirle significa prendersi cura del futuro.

In un tempo che privilegia la velocità e la superficie, il Festival sceglie la profondità: tornare alle radici per ritrovare senso, continuità e visione. Perché nella musica, come nella vita, le radici non trattengono, ma sostengono, nutrono e permettono di crescere.