2026-10-12T00:00:00+02:00
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IL FESTIVAL: RADICI

KAI GLEUSTEEN – CATHERINE ORDRONNEAU

12 GIUGNO 2026 – h 18.30

CORTEMILIA (CN) – EX CONVENTO DEI FRANCESCANI

ARTISTI

Kai Gleusteen, violino

Catherine Ordronneau, pianoforte

PROGRAMMA

J.S. Bach (1685-1750) – Sonata n. 3 in mi maggiore BWV 1016

G. Enescu (1881-1955) – Sonata n. 3 per violino e pianoforte in la minore op. 25

J. Nin (1879-1949) – Canzoni popolari spagnole

Questo programma celebra il violino come strumento di seduzione, racconto e virtuosismo, attraversando tre personalità che hanno saputo fondere tecnica trascendentale e una forte identità stilistica.

La Sonata n. 3 per violino e pianoforte di George Enescu, “nel carattere popolare rumeno”, rappresenta il punto di arrivo di questo percorso. Qui il virtuosismo non è fine a sé stesso, ma mezzo espressivo per ricreare un universo sonoro arcaico e visionario. Il violino imita strumenti tradizionali, alterna canto libero e asperità ritmiche, mentre il pianoforte costruisce un tessuto armonico ricco di colori e suggestioni modali.

In Enescu la tradizione popolare non è citazione folkloristica, ma radice profonda che plasma il linguaggio colto. Il risultato è una musica sospesa tra improvvisazione e scrittura rigorosa, tra memoria ancestrale e sofisticazione moderna.

Nel loro insieme, questi autori mostrano tre modi diversi di intendere il virtuosismo: come eleganza nostalgica, come brillante spettacolarità e come immersione nelle proprie radici culturali. Il violino diventa così voce di identità, ponte tra tradizione e invenzione.

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This program celebrates the violin as an instrument of seduction, storytelling, and virtuosity, traversing three personalities who successfully merged transcendental technique with a powerful stylistic identity.

George Enescu’s Violin Sonata No. 3, “in the Romanian folk character,” represents the culmination of this journey. Here, virtuosity is not an end in itself, but an expressive means to recreate an archaic and visionary sonic universe. The violin imitates traditional instruments, alternating between free-flowing song (canto libero) and rhythmic asperities, while the piano weaves a harmonic texture rich in colors and modal suggestions.

In Enescu’s work, folk tradition is not a mere folkloric quotation; it is a profound root that shapes a sophisticated musical language. The result is music suspended between improvisation and rigorous composition, between ancestral memory and modern sophistication.

Taken together, these composers demonstrate three distinct ways of interpreting virtuosity: as nostalgic elegance, as brilliant showmanship, and as a deep immersion into one’s own cultural roots. The violin thus becomes a voice of identity—a bridge between tradition and invention.

In caso di prenotazioni esaurite, iscriversi alla lista d’attesa contattando il +39 366 9824324

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