
Cortemilia – Convento di San Francesco
15 Giugno, 2025 @ 18:30 - 19:30
| GratuitoIL FESTIVAL: DESTINI
CHEN YUJIA, CARLOTTA LINETTI, LUOSHA FANG, LARA ALBESANO, STEFANO BELTRAMI, VALENTINA MESSA, ORCHESTRA DA CAMERA LMR
15 GIUGNO 2025 – h18.30
CORTEMILIA (CN) – CONVENTO DI SAN FRANCESCO
ARTISTI
Chen Yujia, soprano
Carlotta Linetti, contralto
Luosha Fang, violino
Lara Albesano, viola
Stefano Beltrami, violoncello
Valentina Messa, pianoforte
PROGRAMMA
C. Wieck Schumann (1819-1896) – Trio in sol minore per pianoforte, violino e violoncello op. 17
R. Schumann (1810-1856) – Intermezzo e J. Brahms (1833-1897) – Scherzo, dalla Sonata F.A.E.
P. Hindemith (1895-1963) – Trauermusik
G.B. Pergolesi (1710-1736) – Stabat Mater
A. Dvorak (1841-1904) – Notturno in si maggiore op. 40
Il Festival prosegue all’insegna di Schumann e della famiglia Schumann più in generale. Composto nel 1846, il Trio in sol minore per pianoforte, violino e violoncello si distingue per lo spessore della costruzione tecnica e per gli episodi di alto lirismo ed espressività. Sono in tanti a considerarla la composizione più significativa di Clara Wieck Schumann, in cui l’autrice mette in mostra le proprie capacità contrappuntistiche, conseguenti allo studio dell’opera di Bach. Le sonorità corpose del Trio rendono il medesimo affine alla musica del marito, e forse persino a quella di Mendelssohn. A seguire verranno eseguiti due dei quattro episodi che compongono la Sonata F.A.E., opera a sei mani di Schumann, Brahms e Dietrich, segnatamente l’Intermezzo di Schumann e lo Scherzo di Brahms (rispettivamente II e III movimento). La sonata, che reca la chiara impronta di tutti e tre gli autori, fu scritta in omaggio al comune amico Joseph Joachim, celebre violinista del tempo. Dopo la pausa si resterà per un momento ancora in terra tedesca, con Trauermusik di Hindemith, il quale ultimo movimento prende avvio da una citazione di un corale bachiano, peraltro adatto a creare il clima del brano successivo, lo straordinario Stabat Mater di Pergolesi, il compositore marchigiano che la sorte ci rubò troppo presto, all’età di ventisei anni appena. In chiusura Dvořák, con un brano ancora dall’andamento religioso, dalle atmosfere dolci e calme, dal flusso sonoro continuo e delicato: è il Notturno in si maggiore, che si compone di un unico movimento.
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The Festival continues under the banner of Schumann, and of the Schumann family more generally. Trio in G Minor for Piano, Violin and Cello was composed in 1846, and stands out for the depth of its technical construction and for the highly lyrical and expressive episodes within it. It is considered by many to be the most significant of Clara Wieck Schumann’s compositions. Clara Wieck was twenty-seven and expecting her fourth child; as she was unable to travel to play some of the concerts that had been scheduled, she threw herself into this composition which challenged the contrapuntal skills she had learned when studying Bach’s works. The full-bodied sonorities of this Trio give it the same sound as her husband’s music, or even Mendelssohn’s; in Clara’s work, however, the three instruments play in counterpoint for most of the time rather than doubling the parts, as is often the case in Robert Schumann’s work. The concert will open with one of the iconic pieces of the repertoire for solo violin: Luciano Berio’s Sequenza VIII, a piece that explores the instrument’s technical and expressive possibilities to the extreme.
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