2026-10-12T00:00:00+02:00
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IL FESTIVAL: RADICI

ENSEMBLE CONSERVATORIO DI CHENGDU (CINA)

5 GIUGNO 2026 – h 18.30

BAROLO (CN) – IL CASTELLO

ARTISTI

Ensemble Conservatorio di Chengdu (Cina):
Li Pei, violino
Li Qian, violino
Yi Kefei, viola
Zhao Mingwei, violoncello
Zhu Hanqian, pianoforte

PROGRAMMA

J. Brahms (1833-1897) – Quartetto per pianoforte e archi in sol minore op. 25 (Allegro – Intermezzo. Allegro ma non troppo e Trio – Andante con moto – Rondò alla zingarese. Presto)

Musica della tradizione cinese

Questo programma mette in relazione due mondi solo apparentemente distanti: la musica italiana del Sei e del Settecento e il Quartetto con pianoforte op. 25 di Johannes Brahms, in un dialogo che attraversa secoli di scrittura strumentale europea. Le pagine italiane del XVII e XVIII secolo — con la loro chiarezza formale, la centralità del basso continuo, la tensione tra slancio virtuosistico e la cantabilità — rappresentano una delle radici più profonde della musica cameristica occidentale. In esse si definisce una certa idea di conversazione musicale: le voci si rincorrono, si imitano, si sostengono in un equilibrio dinamico che è insieme retorico ed espressivo.

Il Quartetto op. 25 di Brahms, composto nel pieno dell’Ottocento romantico, raccoglie e trasfigura questa eredità. Pur nella densità armonica e nella ricchezza timbrica tipiche del suo linguaggio, Brahms mantiene un saldo legame con la tradizione contrappuntistica e con la concezione dialogica della musica da camera. Il pianoforte non domina, ma si intreccia agli archi in una trama fitta e organica; i temi vengono elaborati con rigore quasi barocco, attraverso variazioni, inversioni e sviluppi che rivelano un profondo senso storico.

Il celebre finale “alla zingarese”, con la sua energia ritmica e il suo carattere quasi improvvisativo, può essere letto come un’eco lontana di quella vitalità popolare che già animava molte pagine del Sei e del Settecento italiano.

In tale accostamento, la musica antica non è semplice preludio o cornice, ma matrice viva: le radici formali e retoriche della tradizione italiana riaffiorano nella scrittura brahmsiana, mostrando come il Romanticismo non rompa con il passato, ma lo assorba e lo rinnovi. Il programma diventa così un percorso di continuità, in cui la memoria storica si trasforma in energia creativa.

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This program connects two worlds that are only seemingly distant: Italian music of the seventeenth and eighteenth centuries and Johannes Brahms’s Piano Quartet No. 1 in G minor, Op. 25, creating a dialogue that spans centuries of European instrumental writing.

The Italian works of the 17th and 18th centuries—with their formal clarity, the centrality of the basso continuo, and the tension between virtuosic flair and cantabilità—represent one of the deepest roots of Western chamber music. These pieces define a specific idea of musical conversation: voices chase, imitate, and support one another in a dynamic balance that is simultaneously rhetorical and expressive.

Brahms’s Opus 25, composed at the height of the Romantic era, gathers and transfigures this heritage. Despite the harmonic density and tonal richness typical of his language, Brahms maintains a firm link to the contrapuntal tradition and the dialogic conception of chamber music. The piano does not dominate but rather intertwines with the strings in a dense, organic texture; themes are developed with almost Baroque rigor through variations, inversions, and developments that reveal a profound historical sense.

The famous “Rondo alla zingarese” finale, with its rhythmic energy and quasi-improvisational character, can be interpreted as a distant echo of the folk vitality that already animated many Italian scores of the 1600s and 1700s.

In this pairing, early music is not a mere prelude or frame, but a living matrix: the formal and rhetorical roots of the Italian tradition resurface within Brahms’s writing, demonstrating how Romanticism does not break with the past, but rather absorbs and renews it. The program thus becomes a journey of continuity, in which historical memory is transformed into creative energy.

In caso di prenotazioni esaurite, iscriversi alla lista d’attesa contattando il +39 366 9824324

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